SCUOLA E TERRITORIO

Istituto Comprensivo Perugia 6

 

 

  CASTEL DEL PIANO   

  FONTIGNANO

 

MUGNANO

Dal primo settembre di quest'anno, grandi cambiamenti hanno interessato le scuole dell’infanzia, primari

e e secondarie di primo grado del comune di Perugia: nascono gli istituti comprensivi. Questa piccola, grande rivoluzione, a cui si stava lavorando da tempo, dall’anno scolastico 2014/15, diventa concreta.

Dal punto di vista pedagogico-didattico si tratta di una grande opportunità, al fine di realizzare nella scuola un'offerta formativa unica, in grado di accompagnare gli alunni dai 3 ai 14 anni di età.

Per la famiglie, pur cambiando l'indirizzo di segreteria e direzione, che non si trovano più nella scuola di prima, si ha la possibilità di fare riferimento ad un unico ufficio nell'ambito di un percorso formativo che coinvolge tre diversi ordini di scuola.

L’esperienza degli istituti comprensivi è iniziata con la legge 97 del 1994 e i primi nascono nell’anno scolastico 1995/96. L’istituto comprensivo rappresenta una radicale novità, rispetto alla tradizionale separatezza e gerarchia degli ordini e dei gradi del nostro sistema scolastico, realizzando così una maggiore integrazione delle scuole nel territorio e lo sviluppo di una reale continuità didattica e formativa. È innegabile che, come tutte le nuove esperienze, anche questa comporterà delle prevedibili difficoltà nella fase iniziale, ma, al di là di ciò, sono notevoli le virtù e le potenzialità di qualificazione dell’offerta formativa.

La creazione degli istituti comprensivi costituisce un momento determinante per la piena realizzazione delle riforme in materia di autonomia scolastica e di scuola di base. Dal punto di vista dell’organizzazione didattica, gli istituti comprensivi risultano essere più motivati a cogliere le nuove opportunità offerte dall’autonomia scolastica: l’apertura delle classi, l’organizzazione del lavoro per gruppi e laboratori, il pieno utilizzo e la valorizzazione delle risorse del territorio, nonché un uso più ampio delle competenze presenti nell’unità scolastica, attraverso i prestiti professionali, gli scambi temporanei di docenti e le funzioni di accompagnamento da un livello scolastico all’altro. La ricerca delle dimensione ottimali per le istituzioni scolastiche autonome è alla base del diffondersi della scuola verticale. La continuità educativa è sicuramente la carta vincente: essa è infatti direttamente legata alle questioni dell’efficacia dei percorsi formativi e del successo scolastico poiché ne consente la piena attuazione. L’idea che sta alla base del concetto di continuità è che il soggetto in formazione costituisca una parte attiva, una risorsa dello stesso curricolo e che la scuola debba essere costruita a sua misura. Da questo punto di vista, il concetto di continuità non può essere ridotto a mera permanenza di ambienti, contesti ed educatori, né può essere assolutizzato. Infatti, la crescita e lo sviluppo esigono anche momenti di discontinuità, al fine di porre attenzione ai passaggi dell’età evolutiva. Esso pertanto implica l’organizzazione e l’attivazione di momenti di discontinuità positive, regolate e controllate, capaci di mobilitare risorse ed energie e di evitare traumi e demotivazione, come accade, al contrario, se i passaggi sono caratterizzati da fratture e cesure. Eliminare le discontinuità traumatiche che impediscono ai soggetti più deboli di adattarsi ai nuovi contesti scolastici, progettare passaggi in un quadro di raccordo pedagogico, curricolare e metodologico costituiscono quindi obiettivi che le scuole comprensive possono perseguire con molta più facilità rispetto alle istituzioni scolastiche tradizionali. Docenti di scuola materna, elementare, media che operano nell’ambito dello stesso istituto, nell’ambito degli stessi organi collegiali, hanno maggiori possibilità di concordare obiettivi cognitivi di passaggio, coordinare i criteri valutativi, comunicare informazioni utili sugli alunni, affinché ogni tappa del percorso formativo diventi fonte di apprendimento per quella successiva.

L’istituto comprensivo rappresenta dunque la formalizzazione di una scuola che cerca di realizzare un percorso formativo coerente e unitario, continuo e progressivo. Rappresenta un’articolazione interna centrata sui bisogni dell’alunno, che prevede la continuità tra scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado ed un’articolazione interna caratterizzata da discontinuità positive.

 

Le scuole dell’Istituto Comprensivo 6

La nostra popolazione scolastica (1054 alunni)

 SCUOLE DELL’INFANZIA

PLESSO

CASTE DEL PIANO SUD

CASTE DEL PIANO NORD

MUGNANO

FONTIGNANO

ALUNNI

150

79

40

28

SCUOLE PRIMARIE

PLESSO

DE AMICIS

MUGNANO

ALUNNI

335

117

 SCUOLE SECONDARIE DI PRIMO GRADO

PLESSO

CASTEL DEL PIANO

FONTIGNANO

ALUNNI

230

75

 

 Contesto socio culturale

L’Istituto Comprensivo 6 include le scuole dell’Infanzia, Primarie e Secondarie di primo grado della zona sud-ovest del Comune di Perugia, situate a ridosso di Via Pievaiola (frazioni di Castel del Piano, Mugnano e Fontignano). Il territorio è caratterizzato da composizione sociale eterogenea e da un significativo incremento demografico.

L’economia del territorio si è sviluppata intorno a piccole industrie, attività artigianali e commerciali, aziende agrarie, servizi pubblici e privati. In questa realtà territoriale è presente, già da alcuni anni, un duplice flusso d’immigrazione: si tratta, da un lato, di trasferimenti di famiglie italiane con genitori in età lavorativa e figli in età scolare e, dall’altro, di immigrazione da paesi comunitari ed extracomunitari.

La combinazione di questo duplice flusso migratorio ha determinato un aumento del numero degli abitanti a cui si è cercato di rispondere con un‘adeguata espansione edilizia, in particolare di quella scolastica. Di fatto, la realtà territoriale oggi appare disomogenea sia dal punto di vista socio-culturale che economico e da questa emergono situazioni di difficoltà oggettive e di disagio, più o meno marcato. Va inoltre sottolineato che la crisi economica che attraversa l’intero Paese ha comportato la crescita di situazioni problematiche a livello economico in quanto uno o entrambi i genitori hanno perso il lavoro.

L’istituzione scolastica, già da tempo, ha preso coscienza di ciò e, con spirito di forte coesione, ha mobilitato le proprie risorse interne ed impiegato tutti gli strumenti possibili per dare risposte concrete e funzionali all’utenza attivando sia percorsi efficaci di inserimento/ integrazione di alunni diversamente abili o in situazione di svantaggio, che progetti di recupero/ sviluppo delle potenzialità personali degli studenti. Su questa linea sono già stati sperimentati con successo, e quindi verranno riproposti, i corsi di recupero per alunni che mostrano lacune o difficoltà in italiano e matematica e i corsi di alfabetizzazione in lingua italiana per alunni stranieri.

Nel territorio è inoltre presente il complesso penitenziario della Casa circondariale di Capanne la cui presenza viene vissuta dalla collettività con distensione e senza traumi.

A ciò si aggiunge anche la presenza di case-famiglia per ragazzi e adulti; anche queste realtà risultano ben inserite nel contesto sociale, che le ha sapute includere e accogliere.

Sono presenti numerosi servizi al cittadino, centri di aggregazione e associazioni di vario genere: gruppi parrocchiali, circoli ricreativi e culturali, associazioni sportive e proloco.